Il Dolore non ha età, genere, etnia o luogo. Essere perfidi non è solo un tema per i piccini, ma pure da adulti.
Finalmente cresciamo e dolori, delusioni e lezioni apprese da parte della vita diventano parte di noi, cerchiamo di dimenticare ciò che ci hanno fatto sperando che con la crescita si diventi più maturi. Una bugia. Essere spietati verso qualcuno non ha età, non si ferma per un numero di candele su una torta, ma cambia forma. Il mobbing come molte fisionomie del bullismo ha molte sfumature e forme e ora vi mostro quali sono le più tipiche e come riconoscerle.
Mobbing verticale.
Avviene quando un nostro titolare o capo inizia ad abusare del proprio potere attraverso insulti, l’ossessione della ipervigilanza o con provocazioni di vario genere. Queste azioni causano al lavoratore forte stress e malessere con l’obiettivo di isolare la vittima fino a fargli presentare, in casi più estremi, le dimissioni. Questo fenomeno è anche conosciuto come bossing
Mobbing orizzontale
Avviene quando al posto di un capo, sono i colleghi di lavoro a provocare atteggiamenti dannosi verso la vittima, come petegolezzi e dispetti con il risultato di isolare la persona, farla sentire a disagio.
Doppio-mobbing
Quando ci troviamo in una situazione stressante cerchiamo aiuto? Qui nasce il problema. Con il Doppio-mobbing la vittima è sempre bersagliata sul lavoro e quindi all’interno della famiglia si cerca un componente con cui sfogarsi, portando a un assorbimento latente tutta la famiglia causando frustrazione e rabbia. Questo fenomeno porta la vittima a non essere capita perché l’aiuto che potrebbe cercare non è ricambiato dal nucleo famigliare perché non competente, creando così il doppio-mobbing.
Co-mobber
Il detto “fatti gli affari tuoi e campa 100 anni.” Non sempre è la scelta giusta, perché così alimentiamo il silenzio e l’indifferenza. Nel Co-mobber, basta anche solo rimanere in disparte per essere complici. Dissociarsi da chi umilia non basta e per quanto forse questo detto è vero, in alcuni aspetti, bisogna rispondere a testa alta per rendere il mondo un posto migliore. Il fenomeno è conosciuto anche con il nome di side-mobber.
Mobbing trasversale
Una parola che ci trasporta dentro un intreccio difficile di violenza psicologica non sempre all’interno del mondo lavoro, ma vicina a noi in fiducia, che in questi casi è in combutta con il mobber. Queste persone faranno in modo che le vittime si sentano isolate e senza appoggio interno e esterno, senza nessun riconoscimento o aiuto.
Mobbing pesante
Con questo termine si accentuano tutti gli aspetti citati sopra, fino a raggiunge un livello insopportabile. Il Mobbing pesante si spinge fino alla violenza fisica e verbale con urla, pettegolezzi sulla vita personale, sessuale, sulle idee religiose o politiche … Questi atteggiamenti oltre a essere notabili e spietati si sono trasformati in un fardello impegnativo da sopportare e abbattere.
Fortunatamente il mondo cambia e a certi comportamenti nel buio si può trovare una luce.
Ci possiamo tutelare ma come? Fortunatamente la legge viene in nostro soccorso tutelandoci in modo da far valere i nostri diritti, le nostre ragioni e ottenere risarcimenti dovuti ai danni. Ovviamente dobbiamo SEMPRE presentare ai giudici o nelle dovute sedi delle prove concrete: Testimonianze dirette, Email, messaggi, minacce o qualunque prova concreta e visibile nel tempo che provano gli atteggiamenti persecutori fatti alla vittima o certificati medici che dimostrano la realtà attinente della vicenda. basterà contattare o recarsi agli sportelli anti-mobbing, alla sezione del mobbing del lavoro al tribunale o rivolgersi ai carabinieri (112) e la polizia (113)
Il mobbing non cambia se noi non cambiamo. Siamo noi singoli a capire come convivere con il mondo, che tutti meritiamo la pace e che se vogliamo un futuro in cui almeno il male inizia a diminuire, dobbiamo guardarci dentro e fuori e fare un passo verso la compassione di chi ci sta intorno ridando fiato a ogni cuore che grida aiuto.