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Bullismo e Bullismo psicologico.

Che cos'è il bullismo e il bullismo psicologico? Vieni e scopri tutto per aiutare te stesso e i tuoi cari.

Indice

Il bullismo psicologico: una piaga nascosta dal mondo ma noi usiamo la voce.

Il bullismo è un fenomeno che fa parte di tutti noi, dalle vittime fino agli artefici compresi gli ignoti al fenomeno che restano estranei a parlare consapevoli e non del vero danno di questo fenomeno.

Che cos’è il bullismo psicologico in parole semplici Il bullismo psicologico è un danno che viene fatto alla mente dei poveri malcapitati e forse non guarisce come le ferite fatte sulla pelle, non si cicatrizza, ma rimane presente nelle notti insonni al cuore che trema, pervaso da ansie e paure, di un futuro o di un passato,  di un presente, in cui si prega e desidera la fine di quel tormento che si trasforma in una richiesta di aiuto o tragedia della morte. Fenomeno creato da uno o più artefici e dal gusto amaro e piacevole del potere, del controllo  e della forza creata non dall’amore di un gesto di compassione e forza, ma dalla malata ossessione della sopraffazione sui più deboli. Siamo così sicuri che la mente sia così semplice? Esiste il dolore fisico e quello  mentale, una burla da chi è incosciente delle parole che pronuncia, di quei trucchi e modi in cui la mente può essere ingannata: come un battito di una farfalla può causare un uragano, le parole riescono ad essere innocue o cambiare la vita di una persona. Purtroppo ci sono tante tipologie di bullismo psicologico e ognuna a suo modo può causare danni.

Il bullismo psicologico e le sue tipologie

In un mondo dove una parola può racchiudere più sfumature noi siamo in grado di riconoscerle se lo vogliamo.

I modi in cui il bullismo psicologico può infliggere i suoi colpi sono tanti: dai più subdoli fino a quelli visti ogni giorno da tutti, con la scusa che i “deboli devono rispondere da soli”, solo perché vogliamo lavarcene le mani. 

Calunnie, esclusione, violenza verbale, manipolazione; Questi sono i temi che ho deciso di affrontare, tra quelli più invisibili e quelli visti dalla maggior parte di noi.

Da cosa potremmo iniziare? Abbiamo così tante scelte per poter ferire…

Calunniare

Parole, parole e parole piene di menzogne ecco cosa significa. Bugie piccole che diventano tsunami. Bugie grandi che diventano vere tragedie. Le parole fanno più male di un pugno, rovinano la reputazione, danneggiano la vita  in  tutte le sue forme..

Esclusione

L’esclusione si verifica quando isoliamo chi giudichiamo, quando mettiamo una targhetta alle persone solo in base alle nostre idee o quelle altrui. Idee pronunciate per condannare con un marchio che potrà segnarli fino alla tomba. Questa è l’esclusione, isoliamo per far provare la tortura della solitudine e l’impotenza. 

Bullismo verbale o violenza verbale

Sono insulti che sfociano in “scherzi” o in qualcosa di profondo per denigrare e mostrare a tutti che siamo in grado di ferire emotivamente ciò che non ci piace perché odiamo l’idea che siamo uguali e valiamo quanto qualcuno ci causa divertimento o fastidio con la sua esistenza. Le parole fanno male sia quando sono solo esplicite o quando sono pronunciate in modo subdolo e contorto. Da questo punto si arriva a insulti, a parole dette alle spalle per far sì che la vittima si penta di qualcosa o si vergogna di se stesso. 

Manipolazione

Manipolazione come enigmi di parole miste per ferirci alle spalle,  per insediarsi in noi e dimenticare chi siamo fino a diventare qualcuno che non vogliamo essere. Tutto questo può accadere in modi diretti o indiretti come una ricetta in 3 fasi.

La prima fase proposta dal:

Il gaslighting

che ti crea il dubbio portandoti a non fidarsi più di se stessi: – “ti stai immaginando tutto” – “Non è mai successo”. Con questa modalità ogni avvenimento viene messo in dubbio facendoti credere che stai esagerando, ti sminuisce finché non credi neanche a quello che sta succedendo, creando la certezza che non è mai successo nulla, in modo che il loop malato possa continuare ancora i suoi giochi.

La generalizzazione

che basa il concetto di essere sospesi su una corda … attorno solo incertezze e parole vaghe. Vaghe fino a farci fuoriuscire ogni cosa portando la vittima allo sfinimento facendole mancare il respiro: -“ti offendi per qualunque cosa” -“ti da fastidio tutto”.

La proiezione: 

ti vestono con i loro difetti, ingigantendo i propri. La vergogna e i sensi di colpa alimentano il loro ego fino a sembrare coltelli pungenti. Armature taglienti e protettive, tu nudo senza alcuna difesa, l’autostima cade e tu resti scoperto. Tutto questo è funzionale per la seconda fase della ricetta, una ricetta dove ti senti affogare, dove oramai sei al capolinea, perdoni chi ti fa male, l’ansia cresce arrivando a ignorare pure il tuo corpo che urla in sintonia. Arrivi a non essere consapevole di quello che ti sta succedendo fino alla terza fase dove diventi di loro proprietà:  un burattino che si esaurisce emotivamente. Si viene usati, obbligati a prendere le loro responsabilità; Ora sei una delle loro tante vittime che finirà tutto questo solo per miracolo e tragedia..

Conclusione

La vita è una lotteria dobbiamo cavarcela con quello che abbiamo, dalla miseria alla fortuna. Speriamo tutti in un domani in cui la speranza riempia il nostro futuro solo con il pensiero e se vogliamo una certezza nell’ignoto dobbiamo usare la nostra voce: come il male è in grado di farlo, lo possiamo anche noi.

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